Il giorno dopo la decisione della Consulta sul Porcellum
Napolitano: "Il Parlamento resta legittimo"
"Il problema era e resta quello dell'espressione di una volontà politica del Parlamento tesa a produrre finalmente la riforma elettorale giudicata necessaria da tutte le parti". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Diventa ormai imperativa tale espressione di volontà attenta a ribadire il già sancito superamento, dal 1993, del sistema proporzionale, e di ribadirlo insieme con la introduzione di modifiche costituzionali per quel che riguarda almeno il numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo paritario", ha aggiunto. Ferrara Da 7 anni siamo incostituzionali - La Suprema Corte ammazza il Porcellum e delegittima così il Parlamento delle larghe intese
14 AGO 20

"Il problema era e resta quello dell'espressione di una volontà politica del Parlamento tesa a produrre finalmente la riforma elettorale giudicata necessaria da tutte le parti". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Diventa ormai imperativa tale espressione di volontà attenta a ribadire il già sancito superamento, dal 1993, del sistema proporzionale, e di ribadirlo insieme con la introduzione di modifiche costituzionali per quel che riguarda almeno il numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo paritario", ha aggiunto. Quanto al dubbio di una illegittimità dell'esecutivo eletto con la legge elettorale definita "Porcellum" giunto da più parti in seguito alla decisione presa ieri dalla Consulta, Napolitano ha precisato che "è la Corte stessa che non mette in dubbio che ci sia una continuità nella legittimazione del Parlamento" aggiungendo: "Parliamo di una sentenza della Corte Costituzionale che espressamente si riferisce al Parlamento attuale dicendo che esso può ben approvare in qualsiasi momento la legge elettorale".
Napolitano si è poi detto stupito dalla sorpresa suscitata dalla decisione della Consulta: "La decisione della Corte costituzionale non può aver stupito o colto di sorpresa chiunque abbia ricordo delle numerose occasioni in cui sono intervenuto per sollecitare fortemente il Parlamento a intervenire modificando la legge elettorale del 2005 almeno nei punti di più dubbia costituzionalità". Questi punti, ha aggiunto, "erano stati segnalati già nelle sentenze emesse dalla Corte Costituzionale nel gennaio 2008 e nel gennaio 2012 esaminando le richieste di referendum abrogativi della legge vigente".